domenica 28 agosto 2011

L’auto di Gheddafi è verde non solo per la bandiera


Verde non è soltanto il colore della bandiera della Libia governata da Gheddafi, e ormai alle strette delle ultime decisive battaglie.
Chissà infatti se qualcuno ha notato che dalle residenze saccheggiate del rais, è sbucata una Fiat 500 ultimo modello, di colore verde appunto.
Ma il verde quest’auto ce l’ha nel cuore elettrico che la sospinge.
Si tratta infatti di un lavoro su ordinazione, che Gheddafi commissionò ad una officina di Milano.
Si apprende inoltre che a parte l’elaborazione estetica curata da questa officina, la 500 in questione è elettrica, una rarità destinata quindi a capi di stato ed a pochi altri, almeno per il momento, cioè prima della diffusione dell’automobile elettrica su vasta scala.
Si legge da un articolo pubblicato online dal Corriere della Sera, che la macchina spinta per ora a braccia dagli insorti libici, che l’auto ha una potenza di 34 kilowatt, totalmente elettrici, e che raggiunge i 160 chilometri orari massimi.
L’autonomia è di 260 km, con ricariche effettuate attraverso delle apparecchiature di grande ingombro che il rais avrebbe fatto arrivare dalla Svezia. Ciò permetterebbe la totale ricarica delle batterie in soli 10 minuti!
Il costo dell’auto, da quanto risulterebbe dalle fatture emesse dall’officina milanese che si è occupata di questa particolare ed esclusiva creazione, ammonterebbe a circa 100000 euro.
L’articolo del Corriere non cita invece il costo delle apparecchiature per la ricarica, le cosiddette colonnine, che in questo caso sono forse etichettabili meglio come veri e propri armadi.
Una curiosità gradita agli appassionati di auto elettriche, visto che di Fiat 500 elettriche non ci risulta se ne fossero sinora avvistate.

venerdì 19 agosto 2011

Energia elettrica gratis per chi ricarica l'auto a Monza


La città brianzola conferma la tradizione automobilistica con questa iniziativa differente dalle altre proposte in questa fase di test della nuova tecnologia di trazione.
A dire la verità tutto sarebbe pronto, visto che le auto ci sono, e le colonnine anche.
Devono solo diffondersi entrambe sul territorio e raccogliere i consensi del pubblico.
Cosa non da poco, ed infatti sembra al momento realistico trovare qualcuno che offre senza pagare nulla la ricarica delle batterie del proprio mezzo elettrico.
La diffusione dei mezzi ad energia elettrica è infatti appena all'inizio, e sebbene ormai non siamo più in fase di prova, sono ancora dei pionieri coloro che già guidano quotidianamente questo tipo di automezzi.
Secondo la news diffusa dalla testata online “Il cittadino di Monza e Brianza”, la collaborazione tra la provincia di MB e altre istituzioni locali porterà ad avere a dicembre 2011 le prime nove colonnine per la ricarica elettrica, che saranno poste nei centri commerciali della brianza.
Sempre secondo l'articolo apparso sulla testata locale online, la mappa delle colonnine sarà la seguente: Arcore, Giussano, Lissone, Meda, Monza, Seregno e Varedo.
Lo schema seguito sembra essere quello di una prova, poi seguita in caso di successo da una considerevole possibilità di ampliamento, considerata la previsione degli stessi promotori dell'iniziativa, che pensano di arrivare a 40 installazioni entro il 2015.
Certo è ancora troppo presto per fare previsioni precise; mentre in altre zone d'Italia si pensa a sperimentare quale sarà il modello distributivo preferito dal grande pubblico, qui pensiamo si sia considerato con realismo il fatto che si contino sulle dita di una mano i possessori di automobili elettriche e che quindi vadano incentivati perché si diffonda la novità di questo nuovo mezzo di locomozione.
Ovviamente tra un po' capiremo se 9 colonnine sono già troppe, perché pochi useranno l'auto a batteria, oppure se si dovrà correre per completarne altre 40, perché ci sarà il boom della mobilità a emissioni zero.
Come ogni tecnologia innovativa nell'uso quotidiano, ci vuole un po' di tempo a capire, ed i risultati possono essere molto volatili a causa dei fattori più impensabili in fase di progettazione.
Chissà se l'uso gratuito delle ricaricabili elettriche diventerà presto gravato di una normale tariffa di mercato, su cui alcuni stanno progettando limiti massimi a tutela dei consumatori finali.
Seguiteci per saperlo...

Tutela del consumatore e autority per l'energia


Sembra che le preoccupazioni di ogni estate riguardo i rialzi della benzina abbiano attratto i soggetti che andranno ad erogare elettricità per la nuova mobilità verde.
L'obiettivo dovrebbe essere evitare ciò che accade puntualmente con i combustibili fossili, ovvero evitare rialzi diciamo troppo repentini e volatili come la stessa benzina che mettiamo nel serbatoio.
Qui il serbatoio è quello dell'energia elettrica, cioè le pile ricaricabili che stanno stipate in qualche modo in ogni car elettrica, ed il carburante è almeno in apparenza verde, poiché localmente non vediamo nessuna emissione di gas o sostanze nocive per l'ambiente.
Emissioni che in qualche misura devono poi esserci comunque, ma che rimangono circoscritte al livello delle grandi centrali elettriche.
Almeno per ora il problema inquinamento non sembra ancora essere rilevante per l'auto elettrica, e potrebbe essere attenuato anche in futuro dalle crescenti fonti rinnovabili come il solare, sempre più diffuso anche in Italia.
Ciò su cui qualcuno potrebbe invece speculare fin da subito sono i prezzi alla vendita di questa energia elettrica.
Per questo motivo l'autority dell'energia ha definito dei prezzi massimi che potranno essere praticati dal gestore che offrirà il servizio di ricarica dell'auto elettrica.
L'autorità per l'energia elettrica e il gas, AEEG, finanzierà l'installazione delle colonnine per la ricarica, ma imporrà infatti il non superamento di tariffe massime sull'elettricità erogata.

lunedì 8 agosto 2011

Rally è sinonimo di affidabilità, e le auto elettriche possono già affrontarne uno


Avvicinarsi alle condizioni di utilizzo quotidiano portandole all’estremo.
Questa è una caratteristica dei rally, gare spesso massacranti per vettura e pilota, e svolte altrettanto di frequente su strade normali di tutti i giorni.
Seppure le auto da rally siano appositamente preparate, offrono molti spunti di lavoro per le macchine prodotte in serie, di cui in ogni caso conservano diverse caratteristiche, essendone derivate direttamente.
La lunghezza di certi rally permette anche di avere un’idea sull’affidabilità dei modelli guidati, proprio come se fosse un test.
E la prova dedicata alle auto a propulsore elettrico già esiste, dallo scorso anno, in cui si è corsa la prima edizione di E-Miglia, una gara a cavallo tra diverse nazioni, compresa l’Italia.
La prova si ripete anche quest’anno, snodandosi tra le Alpi, con partenza dalla Germania, per essere precisi da Monaco di Baviera, passaggio in Italia a Bolzano, ed arrivo a St.Moritz, quindi in Svizzera.
Le tappe sono state 4, e si sono gareggiate dal 1° agosto al 4 agosto, per una percorrenza totale di circa 800 km, suddivisi appunto in tappe di circa 200 chilometri ognuna.
Il vincitore è stato lo stesso equipaggio che aveva conquistato l’edizione dello scorso anno, ovvero Tim Ruhoff con il navigatore Stephan Willemsen, del Team Energiebau/NextGM, che hanno utilizzato un’auto Tesla Roadster Sport.
Presenti al via 31 equipaggi, con auto come le già commercializzate Citroen C-Zero, Mitsubishi i-Miev, o la Peugeot Ion, tanto per citarne alcune. 
I risultati della gara sono pubblicati sul sito internet dell'iniziativa E-Miglia.

domenica 7 agosto 2011

Avere la batteria carica in un quarto d’ora presto sarà possibile


Se un motivo di titubanza verso le auto elettriche era l’annosa questione dei tempi necessari alla ricarica delle batterie, il problema sembra che presto sarà dimenticato.
Si, perché la Mitsubishi i-Miev, modello già in vendita da alcuni mesi anche in Italia, sarà presto dotata di nuove batterie al litio, con una rapidità di carica inusuale, almeno finora.
Tutto ciò grazie al modello di batteria SCiB di Toshiba, azienda che da qualche anno ormai lavora proprio su questo accumulatore di energia elettrica.
Servono quindi solo 15 minuti per ottenere la ricarica dell’80% delle pile, mentre in circa 30 minuti si arriva al 100%.
Si può anche optare per una ricarica velocissima, di soli 5 minuti, per arrivare al 50% della capacità di caricamento delle batterie.
SCiB di Toshiba ha adottato il protocollo di ricarica CHAdeMO, grazie a cui si ottengono questi risultati. Il protocollo citato è stato sviluppato da alcuni tra i piú rilevanti player del settore elettrico e automobilistico del Giappone.
Collabora a CHAdeMO anche la tristemente nota TEPCO, grande società elettrica coinvolta come sappiamo nel disastro nucleare provocato dal terremoto giapponese di qualche mese fa.
A questa si affiancano alcuni tra i marchi giapponesi maggiormente conosciuti nel panorama dell’automobile, ovvero Nissan, Subaru, Toyota, e la stessa Mitsubishi.
Il protocollo CHAdeMO è già in uso in Giappone, e si aggiunge alle altre interessanti caratteristiche delle nuove pile Toshiba, come il numero di cicli di ricarica maggiore rispetto alle batterie finora in commercio, cosa che ne permette una vita 2,5 volte maggiore.
Importante da considerare è comunque la presa di corrente utilizzata per ricaricare, dato che i risultati citati sono riferiti alle colonnine apposite, dotate appunto del protocollo CHAdeMo, mentre così come per gli altri tipi di batterie, il tempo di ricarica probabilmente aumenterebbe drasticamente usando le prese elettriche di casa

I costi delle auto elettriche visti da Opel, e i prezzi del petrolio sotto i 100 dollari


Opel Ampera è il nuovo modello con chi la casa tedesca esordisce in questo promettente mercato.
Come visto per Renault Fluence ZE, anche in questo caso abbiamo un’automobile berlina, ma questa volta il modello è inedito e creato apposta per la motorizzazione elettrica.
Molto interessante è però la stima del costo dell’auto elettrica proposto dalla Opel proprio sul sito dedicato alla Ampera.
Secondo la storica casa automobilistica, i costi per chilometro saranno pari a solamente un quinto di quelli sostenuto mediamente oggi con le macchine a benzina, considerando il livello del prezzo della benzina ipotizzato a circa 1,50 euro al litro.
Le cifre di Opel parlano di un costo chilometrico oggi pari a 12 centesimi al km, contro i 2 cent della Opel Ampera.
Innovativo il sistema di trazione, che affianca al motore principale elettrico, un piccolo motore a benzina.
A differenza di quanto proposto da altri marchi, il propulsore a benzina non è collegato alle ruote, ma serve soltanto a generare altra energia elettrica per alimentare il motore principale in caso di fine dell’autonomia di ricarica elettrica.
Le batterie della Ampera dovrebbero essere ricaricabili in circa 3 o 4 ore, garantendo a detta della stessa Opel, un’autonomia completamente elettrica di 60 km circa.
La scelta di offrire circa 60 km d autonomia è dettata da statistiche che secondo Opel dimostrano che gli automobilisti tedeschi mediamente non percorrono più di 50 kilometri al giorno.
Chissà che il prezzo del petrolio non sia attualmente inferiore a 100 dollari proprio perché ci si attende un suo minore uso dopo l’arrivo delle auto elettriche. O forse stiamo correndo troppo con la fantasia?

Prenotare un'automobile con 20 euro


Venti euro è la quota per riservare una Renault Fluence ZE, la nuova berlina francese a energia elettrica.
Venti euro che permettono di essere i primi a riceverla in caso di acquisto, oppure di provarla a breve in un test drive.
E la Renault permette già la scelta del colore della vernice della carrozzeria, disponibile al momento in tre varianti. Questo particolare fa pensare ad un lancio vero dell'auto elettrica, ormai disponibile alla stessa stregua di qualsiasi altro modello a benzina o gasolio, ovvero con tutti i parametri di personalizzazione di un'auto normale.
Anche il prezzo si avvicina alle auto a carburante fossile, partendo da quasi 28000 euro. Un costo tutto sommato avvicinabile e paragonabile ad altre berline a motore termico.
La Fluence è infatti una berlina analoga alle conosciute Megane, delle quali va a occupare lo stesso segmento di mercato, seppure solo nell'Est Europa.
Un'auto quindi già sul mercato est europeo nelle versioni a benzina ed a gasolio, ma non ancora venduta in Italia, almeno sinora.
Da pochi giorni infatti sono stati venduti i primi esemplari di Renault Fluence con motore elettrico in Italia.
La notizia è stata riportata dal sito del TgCom, che ha annunciato che i primi esemplari di quest'auto sono stati comprati a Brescia, per la precisione dal sindaco della città e da alcune aziende municipalizzate, oltre che dalla utility A2A, quotata in Borsa sul listino principale italiano.
Differente invece la scelta di Opel, che ha creato una berlina dello stesso segmento della Fluence, ma ideata appositamente per il mercato elettrico, a partire dal nome Opel Ampera, che inevitabilmente riporta alla mente l'energia elettrica.
Abbiamo scritto un articolo al riguardo, CLICCA QUI.

lunedì 1 agosto 2011

Auto che non fanno rumore ma fanno notizia


Dopo tanta sperimentazione e prototipi arrivano i primi risultati concreti disponibili al pubblico.
Si può già accedere infatti alle prime macchine elettriche prodotte dai più conosciuti marchi automobilistici mondiali.
Anche se i prezzi sono ancora alti, le auto elettriche sono ormai ufficialmente in vendita al grande pubblico e qualcuno inizia ad acquistarle anche in Italia.
Si tratta per ora di pionieri che hanno avuto il coraggio come in tutte le grandi novità di assumere una posizione forte e decisa.
Ma sono destinati ad essere affiancati da parecchi altri consumatori, vista la novità di questi giorni, relativa agli aiuti statali per incentivare le auto alimentate ad elettricità: incentivi che dovrebbero avere l’entità di 5000 euro per ogni macchina comprata nel 2012, per poi calare nel 2013 a 3000 euro, secondo quanto risulta al momento.
I modelli sinora a disposizione si contano sulle dita di una mano, ma sono destinati ad aumentare; il ritmo con cui cresceranno lo deciderà il mercato.
Per ora abbiamo automobili Renault, Citroen, Mitsubishi, per citarne alcune. Sono destinate a segmenti utilitari e medi, nicchie che potrebbero conquistare proprio grazie agli incentivi statali, che farebbero atterrare i loro prezzi a livelli simili alle auto normali, mentre potrebbero farle decollare nelle preferenze degli automobilisti.
Tolto infatti il problema del costo eccessivo, vi sono molte qualità, e non solo relative al minore inquinamento, ma anche al confort, dato che una caratteristica delle auto con motore a batteria è quello della loro grande silenziosità, tale da richiedere segnalatori acustici per avvisare della loro presenza in strada.